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che faccio? continuo?
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Iscritto il: 15/03/2012, 18:03
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Salve a tutti. Mi sono iscritto a questo forum non proprio perché sia un appassionato di lavorazione del legno. Tuttavia amo il legno, tanto che avviene quel che racconto e che motiva la mia iscrizione. Io mi interesso soprattutto di letteratura, scrivo e ho pubblicato alcuni libri. In questo periodo sto scrivendo un testo in prosa, nato come racconto e che forse diventerà un romanzo, visto che al momento si aggira intorno alle settanta pagine. Non ne indico argomenti, trama e personaggi, che qui non interessano. Dico però, e comincia a trovar luogo il legno, che l'ambiente in cui si svolge la vicenda è una regione di montagna, di alpeggio, nella storia della cui civiltà una delle risorse maggiori era ed è il legno e nelle cui tradizioni c'era la lavorazione del legno. Poiché la modernità ha cancellato il tradizionale artigianato in legno, sostituito dalle produzioni industriali, il protagonista della vicenda, al quale non interessa il profitto, contro l'artificiosità dei souvenir e dei prodotti industriali intende ripristinare una bottega artigianale. Ma non sa da dove partire, proprio come me, e ovviamente cercherà l'aiuto di uno degli ultimi artigiani del paese. A questo punto però la storia perde credito se qualcuno di voi non mi aiuta. Cosa mi servirebbe? Mi servirebbero un bel po' di informazioni: quali sono le operazioni di un artigiano del legno (scasso, intaglio, intarsio, eccetera) e in che consistono? Quali attrezzi si usavano una volta e si usano oggi per le varie funzioni (sega, fresatrice, scalpello, eccetera)? Quali oggetti si possono costruire con il legno, utensili o da decoro (oltre quelli che possono venire in mente a me, tipo fioriere, bastoni da montagna, quadri intarsiati)? Cosa fa l'artigiano prima di mettersi all'opera (stoccaggio del legname, stagionatura, eccetera)? Con quali legni, a parte le denominazioni di legno duro o dolce o semidolce, si realizzano i diversi oggetti? Tutto ciò è per un libro, che potrebbe anche diventare un bel racconto, e che una volta pubblicato darò senz'altro in omaggio a chi mi avrà aiutato. La mia email è sylloge@sylloge.it (non fate caso al nome strano che è il dominio di una associazione culturale). Grazie di cuore a chi mi aiuterà. Luigi


15/03/2012, 18:46
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Iscritto il: 04/05/2009, 16:15
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Come attrezzi si costruivano pialle, forconi,aratri,manici,recipienti come secchi,tini, botti,mezzi di locomozione come sci,slitte,carri,ma tante altre cose ,anche oggetti per la cucina come mestoli,setacci,taglieri,mattarelli,giochi per bambini tipo cavalluccio a dondolo,oltre naturalmente a mobilia, infissi e le stesse case.
Il campo è vasto per illustrarlo tutto,anche il taglio della legna fatto in determinate condizioni e messo a stagionare, non si può raccontarlo in poche righe a meno chè non si omettano i particolari.
Cosi come le stesse lavorazioni e tecniche.

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SE CHIUDO GLI OCCHI VEDO IL MONDO COME LO VORREI
Vincenzo


18/03/2012, 12:21
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Iscritto il: 15/03/2012, 18:03
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Grazie lo stesso, Vincenzo. Però non ti regalerò il libro. Non credo che, in fondo, sia così difficile rispondere a quel che ho chiesto da parte di un competente che conosca un po' di storia della sua passione. Io, che come ho detto introducento l'argomento sono totalmente digiuno, farei una breve sintesi così:
- Operazioni - Scasso: prima preparazione del pezzo, quali lo scavo e la forma grezza; Intaglio: preparazione della forma pulita ecc... ; Intarsio: incisione di figure, ornamenti dei bordi ecc... e poi che altro.
- Attrezzi - Scalpello: per le operazioni di scavo dello scasso; Pialla: per la preparazione di superfici piane; Seghetto (? sono incompetente): per la preparazione delle forme grezze; Coltello a punta larga: per le incisioni grosse; Coltello a punta fine: per gli intarsi precisi di figure e ornamenti... e poi che altro
- Oggetti - Manici di scopa; Bastoni da montagna; Manici di coltello incisi; Casse di orologi da mobile intarsiati; Quadri da muro intarsiati... eccetera
e così via.
Aspetto fiducioso qualcun altro. Luigi


18/03/2012, 17:25
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scusami ma qua se qualcuno ti risponde non l'lo fa mica per il libro,il libro lo puoi pure tenere,anzi volevo dirti qualche cosa ma da come sei prevenuto e da come hai risposto a vincenzo quello che so lo tengo per me..

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giuseppe.


18/03/2012, 19:46
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Bella risposta del piffero Aloisaris! Ecchissenefrega del libro! Ha ragione zupippinu a dirti così. Counque, data la tua assoluta ignoranza del mondo del legno, anche con un'elenco come lo vuoi tu (che non si fa certo in tre secondi!) rischieresti di scrivere castronerie.

Ti consiglio di fare come i veri scrittori e metterti a guardare in giro. Di do pure una dritta! Cercati qualche museo demoetnoantropologico. Lì ci trovi rappresentati tutti i mestieri tradizionali e nelle loro librerie potrai trovare anche buona bibliografia e qualche manualetto descrittivo. Guarda voglio proprio strafare: comprati i volumi di Paul Sheuermeyer (specie il lavoro dei contadini) e le edizioni etnografiche di Priuli e Verlucca editori.
Oppure assumi (pagandolo) un consulente.

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19/03/2012, 12:10
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Iscritto il: 15/03/2012, 18:03
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Penso che giacomo e zuppippinu abbiano completamente frainteso le mie intenzioni, il mio modo di essere, lo "scherzo" che c'è dietro la faccenda di regalare o meno un libro. Lo so bene che il mio libro può non interessare proprio a nessuno. Come so bene che potrei io stesso acquistare invece dei libri sull'arte del legno. Ma dicono in giro che internet serve anche a farsi una discreta cultura, domandando a chi le cose le sa e senza spendere soldi che talvolta non si posseggono. Giacomo, Zupippinu, mi sa che i permalosi siete voi. Non fa niente, questo è purtroppo l'equivoco che si rischia nell'anonimato della "rete", che per quanto utile è comunque solo uno schermo, nel quale non si vedono gli eventuali sorrisi, le espressioni di speranza, o anche quelle arrabbiate. Questione di parole? Eh, ma alle mie parole mancava davvero solo qualche espressione, che in fondo era serena. Alle vostre parole, giacomo e zupippinu, non manca niente, siete proprio espliciti: "il libro te lo puoi pure tenere", "quello che so lo tengo per me", "ecchisenefrega del libro", "fare come i veri scrittori". Che altro manca, anche senza espressioni, a capire come siete, oltre che permalosi? Ma credo ci sia gente migliore e aspetto. Luigi


21/03/2012, 17:31
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Aloisaris, probabilmente ci sono stati fraintendimenti da varie parti, ma è mio dovere di lettore ricordare a uno scrittore che la parola scritta è molto delicata, in quanto appunto la distanza e l'assenza di tono e mimica facciale (e non l'anonimato, visto che in questo forum tutti abbiamo un nome e un cognome veri) non giocano a favore di un pronto e univoco intendersi.

Quanto all'aspettare gente migliore, prima di fare la fine di quello che rinuncia ai tre gommoni durante l'inondazione "perché Dio gli ha detto che lo salverà", suggerirei piuttosto di dare un'occhiata ai contributi scritti finora da tutti e tre gli amici che ti hanno risposto. Leggiti 50 loro interventi a caso, otterrai appunto una silloge molto rappresentativa del tempo, della disponibilità ad aiutare e dell'amore per il legno che i suddetti manifestano con chiunque faccia una domanda. Ti darà qualche elemento in piu' sulla loro risposta nel tuo caso.

E non sputerei sul consiglio di Giacomo, che mi sembra molto sensato, le biblioteche esistono per questo, potrebbe essere piu' veloce ed economico di quanto pensi, potrebbe davvero darti un'infarinatura che ti permetta poi di fare domande piu' mirate, e di usare un vocabolario già piu' consono.

Per esempio credo
- che nella tua lista manchino tre strumenti fondamentali, raspa ascia e coltello da petto, molto piu' usati di quello che scalpello e pialla, sicuramente piu' "glamour", lascerebbero intendere
- che gli scalpelli servano a mille altri usi oltre a fare uno scasso (eppoi il termine scasso si riferisce piu' agli incastri, altrimenti parlerei di sgrossatura o abbozzo ecc),
- che le pialle non servano necessariamente per superfici piane (ci sono anche le concave e convesse), e tutta una serie di pialle non si usa nemmeno per cosiddette superfici ma per profili
- che un'intera branca dell'intaglio non usa coltelli da intaglio ma scalpelli fino al piu' raffinato dei dettagli,
- che una gran parte dell'artigianato montanaro usa legno verde…

Oh, certamente anche nel caso del mio intervento, arriverà qualcuno piu' esperto. Forse. Speriamo.

Saluti

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21/03/2012, 19:33
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Iscritto il: 15/03/2012, 18:03
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Caro TheJoynter, ti ringrazio della lettera, che in parte rende giustizia all'innocenza delle mie intenzioni, e in parte mi invita saggiamente a riflettere su come le ho porte. Trovo molto sensato che tu mi rammenti quanto uno scrittore debba sempre ricordare la delicatezza della parola. Fatta questa doverosa premessa sul sano significato generale di quanto dici, aggiungo che, certamente, nella mia ipotesi di lista chissà quante cose mancano, ma dipende appunto dalla personale ignoranza della materia. Pensavo che qualcuno potesse spendere un'ora a descrivere ciò che tu hai già parzialmente fatto. Nell'esempio di quel che manca alla mia ipotesi di lista, in fondo mi stai dando informazioni preziose. Comunque, per spiegare ancora meglio con quali intenzioni mi sono iscritto al forum e ho formulato la richiesta, ti dico che ho immaginato come un cerchio di mondo pulito, umano nonostante l'anonimato (che ribadisco perché non credo bastino un nome e un cognome), nel quale una bella passione fattiva, come la vostra che lavorate il legno, potesse incontrare una passione descrittiva, che è quella mia di scrivere, e regalarle quello che le manca in questa occasione. Io farei così se qualcuno mi scrivesse per avere informazioni di letteratura, anzi in realtà non è che lo farei, proprio lo faccio. Ma non è davvero il caso che mi metta a pavoneggiare indicandoti i siti dove questo avviene.
Grazie di nuovo e cordiali saluti.
Luigi Arista


22/03/2012, 11:24
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personalmente penso che per scrivere un libro siano necessari due elementi, la forma ed i contenuti.
la forma, la capacità di saper scrivere in modo piacevole, di saper dosare i tempi ed i modi con cui si descrive ciò che accade nel racconto, visto che di racconto o romanzo stiamo parlando, è certamente fondamentale.
l'arte di saper raccontare, di coinvolgere ed interessare il lettore, è lo strumento dello scrittore, il suo "mestiere". è ciò che da vita al racconto.
ma i contenuti non sono meno importanti, avere una storia, qualcosa da raccontare, è altrettanto fondamentale se non si vuole che il racconto sia solo un esercizio di bella scrittura, ma sia vivo.
e perchè la storia sia credibile occorre conoscere il contesto in cui si svolge.
non si può scrivere un racconto di guerra se non si conosce almeno un minimo l'arte militare o di mare se non si ha mai navigato. non occorre ne essere generali ne marinai, ma un minimo di conoscenza è indispensabile.
lo stesso vale se il legno e la falegnameria tradizionale sono lo sfondo nel quale si svolge la storia. un conto è sapere che par fare un mestolo di legno venivano impiegati determinati strumenti, tra l'altro diversi a seconda dell'epoca storica e della collocazione geografica del racconto. ma per scriverne occorrono molte altre conoscenze, il tipo di legno che veniva utilizzato, come era stato scelto, preparato ed eventualmente stagionato, il tempo che ci si impiega, la postura che si adotta ecc.
bisogna aver visto una persona intagliare un un mestolo con il coltello o piallare un'asse per poterlo descrivere.

ho esordito con "personalmente" e ciò che dico è una opinione personale, ma chi scrive romanzi storici o ambientati in altre culture prima si documenta attentamente sulle realtà nelle quali vuole inserire la propria storia. è un lavoro lungo e complesso e non credo che tu possa "scaricarlo" sulle spalle degli utenti di questo forum, che è un forum tecnico di confronto fra chi il legno lo lavora.
certo se documentandoti ti sorgeranno domande specifiche questo è il posto giusto per cercare una risposta, ma se la tua conoscenza della lavorazione del legno è davvero minima forse una serie di visite alle biblioteche è il modo migliore per iniziare a documentarti

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22/03/2012, 12:14
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è vero che Internet è una risorsa però non è un ristorante dove si entra e si ordina (la differenza è il conto a fine pasto!). In internet trovi quel che c'è e ti accontenti. Cosa vuol dire? Vuol dire che ci sono Wikipedia e numerosi altri siti (specie inglesi e statunitensi) che descrivono utensili e usi e che puoi liberamente consultare. Diverso è il voler interagire, chiedere ad una persona di fare una summa (come un bignami) di quello che è la sua passione-professione. Ancora più diverso è dire "eccheccevò?" "un'oretta". Questo dimostra scarsa conoscenza dell'argomento, scarso rispetto di una professione e, sopratutto, maldispone l'interlocutore.

La tua risposta ad amelanchier, che era intervenuto saggiamente cercando di indirizzarti, andava proprio nella direzione che ho appena descritto. E chi è intervenuto dopo, se è caduto nel fraintendimento, lo ha fatto perchè il senso delle tue parole, come ti ha fatto acutamente notare TheJointer, era inequivocabile. Ora, è vero che lo scrittore sei tu e noi siamo dei semplici sciupalegno però questo non ti permette arrivare a certe conclusioni.

Facciamo così, riprendiamo il discorso dall'inizio.
Facciamo che tu abbia detto "è vero, forse sono stato un pò generico" e che io ti abbia risposto dicendo " ok, fai un salto a viterbo, a via delle caprarecce 47. Lì c'è il mio laboratorio e se hai bisogno posso provare ad aiutarti".

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22/03/2012, 13:21
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mi accodo a mastru giacomo e ti dico che se passi dalla sicilia,precisamente da siracusa,puoi toccare con mano e renderti conto che non è una cosetta da niente.
sarò ben lieto di aiutarti,come penso tutti in questo forum..

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giuseppe.


22/03/2012, 15:25
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Ok, ho capito. Ma, giacomo, continui davvero a essere prevenuto! Io non dico "eccheccevò", e non ho preso internet per un ristorante ma, l'ho precisato ieri, ho inteso questo sito come una comunità pulita e generosa, che potesse regalare informazioni a un incompetente; ho precisato sempre ieri che io lo faccio, regalo, nella mia materia. Perché devo essermi illuso pensando di trovare qualche regalo anche fra voi? Non è vero la mia "oretta" significa degradare il vostro lavoro e la vostra passione, significa semplicemente che non è molto quello che chiedo. In che senso? Lo spiego rispondendo a Grattamole, che, se permette, può apprendere qualcosa in più sulla letteratura che pare conoscere sufficientemente. Ma, caro Grattamole, non la conosci del tutto. Dunque, il racconto o romanzo che sto scrivendo non "fonda" la storia sulla lavorazione del legno, ma sulla vicenda di un giovane ingegnere che per alcune ragioni che ora non descrivo lascia la metropoli, la propria azienda e le radici della propria vita e cerca altrove una ricostruzione di sé. Traferitosi nel nord in una cittadina di montagna, la lavorazione del legno è il suggerimento che riceve da un anziano signore come ipotesi di lavoro del tutto alternativo a quello che svolgeva prima. Allora, Grattamole, circa i contenuti, ti garantisco che di tutto ciò che descrivo nel racconto ho una discreta se non ottima competenza, perché so cos'è una metropoli (sono di Roma), so cos'è un lavoro in un settore tecnologico (l'ho esercitato come professione "economica", quella che serve a mantenersi), so cos'è un'azienda e come si gestisce (l'aveva mio padre), il legno e quel che vi è intorno è il solo elemento che mi manca, e me ne manca davvero poco, proprio tipo una semplice lista, per mettere in bocca al saggio anziano che suggerisce la via alternativa al protagonista delle parole corrette, qualche semplice descrizione corretta. Non mi sembrava di dover possedere la competenza sui contenuti che tu credi sia necessaria. E qui viene l'insegnamento che stavolta io do a te. Il possesso delle competenze che ci vogliono per scrivere un romanzo, di cui tu parli, è cosa ben nota, ma non è l'essenziale che tu credi. Quando Balzac scriveva "Il capolavoro sconosciuto", rimasto pietra miliare della novellistica ottocentesca, quel che sapeva di pittura erano solo poche definizioni e pochi elementi tecnici, il resto era tutta la fantasia dei sentimenti suscitati da un quadro, perché amava la pittura, non le sue tecniche. Se tu leggi un romanzo di guerra ti avvince la trama, non la precisione o la completezza con cui viene descritta l'arte militare, per questa seconda ragione si legge un saggio o un libro di storia militare. Ma vado avanti. Furono i "naturalisti", con in testa Emile Zola, che adottarono il criterio di studiare a fondo un ambiente, di andare a visitare una fabbrica, di vivere una settimana in un quartiere degradato di Parigi e così via, prima di scrivere i loro romanzi. Ebbene, il naturalismo ha il solo merito di aver cambiato alcuni criteri del realismo ottocentesco, nel senso che lo estrasse dal sentimentalismo eccessivo e dall'idealismo, ma se leggi un romanzo di Zola ti fai due *biiiip* che non finiscono più, non c'è peggior scrittura narrativa di quella naturalista. E questo non è solo un mio parere personale; basta considerare che il lavoro di Verga, versione italiana del naturalismo, siccome non esagera con i tecnicismi dei francesi, lo si è distinto chiamandolo "verismo", perché la "verità" stava nelle psicologie dei personaggi e non nella descrizione esatta dei loro mestieri (vedi il Mastro Don Gesualdo). Sei soddisfatto? Hai capito perché ho bisogno solo di poche informazioni sulla lavorazione del legno e non dell'intero scibile, ma informazioni con termini corretti? Si tratta solo delle battute di uno su otto personaggi, e quel che conta soprattutto di lui è la saggezza, la comprensione verso il giovane protagonista, l'orgoglio del suo ambiente che rovina il meno possibile la natura. Se egli dicesse troppo sul legno, non sarebbe un personaggio ma un manuale che parla.
Grazie ancora a tutti.
Luigi Arista


23/03/2012, 11:45
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Io, nel dubbio, un giretto a Viterbo (che non è ad una distanza siderale da Roma) lo farei subito.
E porterei anche un regalo per una bambina piccola (pare adorino le Veritas Small BU Smooth Plane).

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Daniele


23/03/2012, 13:30
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Iscritto il: 26/11/2002, 22:35
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ahò! E sarò prevenuto allora! Che ci vuoi fare?

Speriamo che il mio ruolo, all'interno di questa pulita e generosa comunità, sia quello dell'eccezione che conferma la regola!



E pure tu Grattagamole! Studia prima di scrivere no?

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23/03/2012, 14:29
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Condivido in toto il giudizio su Zola.
Non solo è pa22oso, pure Guicciardini diciamocelo è noiosissimo, ma è proprio antipatico. Tronfio, supponente, col gusto dell'orrido e il compiacimento del maestrino che ti prende la testa, te l'infila nella monnezza, ti dice "senti come puzza" e pretende che tu lo consideri un dio perché come te l'ha fatta sentire lui, la monnezza, nessuno mai prima.

E grazie al piffero, io mica pago per il brutto, pago per il bello.
Pero' prendiamo il controesempio di London: in Martin Eden descrive perfettamente le lavanderie, come meglio non si possa fare, ed è tutt'altro che noioso e supponente e difficile da seguire. Insomma siamo d'accordo, il bello c'è sia nelle descrizioni dettagliate sia in quelle appena abbozzate e...mi sono perso.

Allora guarda, posso suggerirti di cominciare dando un'occhiata alla sezione amanuense? Li' è un buon posto per iniziare con un po' di vocabolario.
Ciao

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23/03/2012, 14:57
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