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 ristrutturazione di un gozzo in legno 
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che faccio? continuo?
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Iscritto il: 30/12/2008, 17:38
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Vorrei chiedere consiglio a chi l'ha gia' fatto, sto' ristrutturando un gozzo di 9,50 in legno attualmente sto' bruciando con la fiamma tutta la carena,prossimamente mi accingero' a pulire i comenti.A questo punto cosa fare?Usare le resine epossidiche?,ho letto molto sul sito di Gustavo Checci altri amici mi sconsigliano assolutamente di usare prodotti bicomponenti sulla parte immersa spero che ci sia qualcuno che possa darmi consigl su come procedere


02/01/2009, 13:11
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Iscritto il: 03/12/2008, 12:06
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sergiopasanisi ha scritto:
Vorrei chiedere consiglio a chi l'ha gia' fatto, sto' ristrutturando un gozzo di 9,50 in legno attualmente sto' bruciando con la fiamma tutta la carena,prossimamente mi accingero' a pulire i comenti.A questo punto cosa fare?Usare le resine epossidiche?,ho letto molto sul sito di Gustavo Checci altri amici mi sconsigliano assolutamente di usare prodotti bicomponenti sulla parte immersa spero che ci sia qualcuno che possa darmi consigl su come procedere


Salve Sergio.
Per restaurare uno scafo in legno la cosa migliore è rifare le lavorazioni originali. Dopo aver pulito per bene tutto il fasciame e i comenti dovresti controllare le tavole per verificarne il loro stato e intervenire dove necessario sostituendo le parti rovinate e ribattendo i chiodi (togliendo i relativi tappi). Dopo questo dovresti ritrattare lo scafo con i prodotti originali e rifare il calafataggio, la stuccatura e la pitturazione.
Io sconsiglio l' uso delle resine epossidiche e prodotti affini su costruzioni tradizionali perchè così si va snaturando la barca stessa. Inoltre se un domani dovrai ristrutturare di nuovo.... beh, la vedo dura togliere la resina senza rovinare il legno! Se ora riesci a pulire lo scafo con la fiamma senza rovinare le tavole, una volta trattato con la resina, dovresti usare attrezzi meccanici come platerelli e simili.
Io sinceramente le resine te le sconsiglio vivamente anche se credo non mancherà qualcuno che invece è del parere opposto.
Saluti.
Gabriella

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Gabriella...

...se qualcosa appare un pò inconsueta, basta chiedere perchè è così...


Ultima modifica di jaguar il 23/12/2010, 0:21, modificato 1 volta in totale.



03/01/2009, 1:43
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Iscritto il: 30/12/2008, 17:38
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Gabriele grazie per i tuoi consigli,quello che mi preocccupa maggiormente e che e' la prima volta,anche avendo manualita' con il legno che mi accingo ad effettuare un'operazione del genere,fin quando c'e' da pulire a zero la carena non ho problemi cosi' pure per la sua stuccatura e riverniciatura, cio' che mi preoccupa e' il lavoro di calafataggio che dovro' sicuramente effettuare considerando che con la barca in acqua avevo delle infiltrazioni in sentina.Leggendo in giro su internet e chiedendo a persone del mestiere mi dicono che e' un lavoro da maestri d'ascia specializzati.Altra cosa sarebbe l'uso delle resine epossidiche,lavoro sicuramente piu' facile.Che fare?


03/01/2009, 18:58
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Iscritto il: 04/02/2008, 23:12
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sergiopasanisi ha scritto:
Gabriele grazie per i tuoi consigli,quello che mi preoccupa maggiormente e che e' la prima volta,anche avendo manualità con il legno che mi accingo ad effettuare un'operazione del genere,fin quando c'e' da pulire a zero la carena non ho problemi cosi' pure per la sua stuccatura e riverniciatura, ciò che mi preoccupa e' il lavoro di calafataggio che dovrò sicuramente effettuare considerando che con la barca in acqua avevo delle infiltrazioni in sentina.Leggendo in giro su internet e chiedendo a persone del mestiere mi dicono che e' un lavoro da maestri d'ascia specializzati.Altra cosa sarebbe l'uso delle resine epossidiche,lavoro sicuramente più facile.Che fare?

Credo che stia proprio in quello che hai scritto la chiave per decidere cosa fare: se parli con chi lo sa fare, il calafato è di facile applicazione. Già solo però nel cercare il materiale ci sono le prime difficoltà!
Io consiglio di prendere una decisione sulla base delle tue capacità, anche in considerazione dell'uso che farai del tuo gozzo: stagionale o durante tutto l'anno, lungo costa o più impegnativa.
Inoltre devi saper valutare se i comenti sono ancora in buone condizioni o se invece, eccessivamente allargati, non possano essere riempiti col semplice calafato ma necessitino di una rinvergatura.
Ti consiglio di inserire delle foto nel tuo prossimo post. C'è poi sempre la possibilità che tu faccia fare da un carpentiere capace il calafato e ti occupi delle altre lavorazioni.
Allegato:
Cantie20_small.jpg
Ma molto dipende anche dallo spessore delle tavole e dal loro stato che potrai verificare solo dopo aver messo tutto il legno in chiaro. Insisterei per primo sulla prua, sulla poppa e sulla chiglia: i punti di congiunzione delle tavole sono quelli che più soffrono nel tempo. Se dal lavoro di pulizia ne risultasse che per un restauro conservativo, calafataggio, la stuccatura e pittura, non è più possibile, sarà bene prendere atto che, per le capacità a disposizione conviene procedere con la resine epossidica.
Non ultimo poi potresti anche non aver un grande interesse ad un lavoro coerente e preferire di terminare in poco tempo: una volta ripulito lo scafo, stuccato, due fogli di tessuto bi assiale e una bella levigata.
... dipende da te! :birra:
Per chi fosse interessato a leggere di tradizioni ho trovato questo pdf. http://www.ricciardi.eu/barca/Calafataggio.pdf

Prima di tutto comunque devi "fermare" la barca: se ci sono madieri distaccati o in qualche modo la struttura non è solidale con il fasciame devi ricollegarli in modo provvisorio. Se nel periodo che ci stai lavorando la barca si dovesse "deformare" rischi che una volta pronto a cominciare il restauro non sia + possibile! Mi è successo con questa barca: come vedi madieri e fiancata erano talmente distanti che non si poteva + riunirli.


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Ciao,
Riccardo


04/01/2009, 14:34
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sergiopasanisi ha scritto:
Gabriele grazie per i tuoi consigli,quello che mi preocccupa maggiormente e che e' la prima volta,anche avendo manualita' con il legno che mi accingo ad effettuare un'operazione del genere,fin quando c'e' da pulire a zero la carena non ho problemi cosi' pure per la sua stuccatura e riverniciatura, cio' che mi preoccupa e' il lavoro di calafataggio che dovro' sicuramente effettuare considerando che con la barca in acqua avevo delle infiltrazioni in sentina.Leggendo in giro su internet e chiedendo a persone del mestiere mi dicono che e' un lavoro da maestri d'ascia specializzati.Altra cosa sarebbe l'uso delle resine epossidiche,lavoro sicuramente piu' facile.Che fare?



Sergio, se la tua barca aveva delle infiltrazioni d' acqua non vuole dire che il fasciame e i comenti siano così rovinati. Dipende da quando la barca è stata calafatata l' ultima volta. E' normale che dopo qualche anno bisogna fare qualche lavoro straordinario. Attenzione però che se una barca fa acqua non vuole dire che questa entri solo per i comenti; dovresti controllare anche i perni che tengono insieme la struttura (chiglia-ruota di prua-dritto di poppa.....) e, se c'è, la zavorra, perchè se sono corrosi lasciano passare eccome l' acqua.
Dipende anche da quanta acqua filtrava in sentina. Se poca, cioè se dopo qualche giorno trovavi la sentina con un pò d' acqua, allora non mi preoccuperei più di tanto. Se invece le infiltrazioni allagavano la sentina fino ai paglioli nonostante la vuotassi spesso, allora controllerei di sicuro i perni e rifarei per bene il calafataggio.
Se invece la barca la tenevi in secca può essere che i comenti si siano allargati più del dovuto. In questo caso potrebbe anche essere necessario rinvergare da qualche parte.
E' vero che se è la prima volta che ti trovi in una situazione simile puoi avere molti dubbi del tipo "ma ne sono capace?". Ma è anche vero che se non cominci non lo saprai mai e se sei capace di pulire con la fiamma lo scafo, e se hai tempo da dedicare a questo genere di lavori, con un pò di impegno puoi imparare a calafatare. Se c' è da rinvergare in qualche punto allora là chiederei consiglio a qualcuno, forse.......
Il mio consiglio è di fare come in origine se hai tempo da dedicare a questo lavoro, anche perchè poi per qualche anno dovrai pensare solo ai lavori di ordinaria amministrazione.
Nel mio caso per esempio non mi darei pace se usassi sistemi diversi da quelli originali. Bada però che io sono fatta così e quindi questo è solo il mio pensiero.
Dovresti scegliere la soluzione che più ti lascia in pace con te stesso, qualunque essa sia.

Saluti
Gabriella

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Ultima modifica di jaguar il 23/12/2010, 0:24, modificato 1 volta in totale.



05/01/2009, 1:02
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invio delle foto del mio gozzo con i lavori in corso


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08/01/2009, 19:09
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Ciao,

non ti voglio mettere dubbi ma porto alla tua conoscenza cosa stiamo facendo insieme ad un mio amico.

Abbiamo una lancia sorrentina in legno di metri 6,5 ed al posto della calafatura abbiamo deciso di fare la rinvergatura, questo perchè a fine lavoro andremo sopra al legno con la vetroresina per limitare i tempi della manutenzione del legno a contatto con acqua salata.

Se vuoi avere qualche ragguaglio su cosa abbiamo fatto, sulle resine che stiamo utilizzando, sarò contento di portare la nostra esperienza al servizio del forum.


Buona serata e ... buon lavoro (uno che sa da due anni cosa vuol dire) :spav:


10/01/2009, 23:31
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bruciando la carena mi sto' rendendo conto che i comenti sono ben calafatati,risultano ben chiusi dallo stucco precedente che devo fare?conviene aprirli comunque e ricalatafarli nuovamente?


12/01/2009, 17:33
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sergiopasanisi ha scritto:
bruciando la carena mi sto' rendendo conto che i comenti sono ben calafatati,risultano ben chiusi dallo stucco precedente che devo fare?conviene aprirli comunque e ricalatafarli nuovamente?

... per dire qualcosa bisognerebbe avere qualche foto un po + da vicino dei comenti, della ruota di prua e di quella di poppa.

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Ciao,
Riccardo


12/01/2009, 21:32
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sono a buon punto con braccia e mani doloranti ho sverniciato tutta la carena, 9.50 di carena da solo vi assicuro che e'stata un'esperienza abbatanza faticosa.A questo punto cosa fare? i comenti sono ben chiusi, dalla durezza dello stucco credo siano stati calatafati precedentemente con stucco bicomponente "purtroppo" perche' avendo approfondito sia sul forum che su internet ho deciso di usare assolutamente prodotti monocomponenti.quindi credo sia u'inutile fatica aprirli nuovamente .Ho trovato alcune giunzioni tra una tavola e l'altra che sono saltate ma solo in tre punti.Le tavole sulla ruota di prua e su quella di poppa sono ben inchiodate e non presentano alcun discostamento.Mi accingo a grattare con la levigatrice orbitale tutta la carena per togliere tutti i residui i minio e portare il legno completamente a nudo.Dopo di che'? che ciclo di preperazione mi consigliare?


17/01/2009, 10:41
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Io farei un ciclo epossidico completo: Primer, Stuccatura, Resina e Gel. Ti segnalo i prodotti della CORES: 2 mani di LPL, lo stucco lo farei in casa con EpoxyCristal + segatura fine applicandolo dove necessario, passata di orbitale (carta 400 e se necessario in alcuni punti non meno di 240), 2 mani di Epoxycristal, 2 mani di Epoxy Gel, e ciclo di verniciatura poliuretanica a finire. Nel carteggiare la resina va fatto attenzione a non surriscaldare la carta.
Non hai scritto nulla sugli interni; sentina, vano motore, stipetti. Non ti dimenticare di trattarli. Nel vano motore, se c'è già va rinnovata o se manca va dato, un trattamento autoestinguenti e ritardante di fiamma come EpoxyFire MT. Per sentina e stipetti ricordati di trattarli con un prodotto di colore chiaro; ti aiuterà a trovare ciò che cerchi in condizione di scarsa illuminazione. La resina epossidica colorata di giallo va bene per questo trattamento.
Se trovi invece con maggiore facilità prodotti Cecchi o West System le fasi sono le stesse.
Questo ciclo è valido anche per un eventuale chiglia o zavorra in ferro che il gozzo dovesse avere.

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Ciao,
Riccardo


17/01/2009, 13:31
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sono passati alcuni mesi durante i quali ho lavorato lavorato lavorato.Ho finito la ristrutturazione di tutta la cabina,ristrutturato la coperta in teak.Ora siamo al punto cruciale,"CALATAFAGGIO DELLA CARENA"CHE FARE????Piu' leggo discussioni in merito piu' sono indeciso,calatafaggio tradizionale o uso delle resine?.Non ho il coraggio di decidere,il calatafaggio con resine e' sicuramente piu' semplice ed alla mia portata inserire la cotonina,impregnarla di resina, stuccare e' sicuramente un lavoro facile.Usare ilsistema tradizionale mi preoccupa non poco,come inserire la canapa nei comenti fino a quanto bisogna pressarla ,che attrezzi usare.Chi puo' mi dia una mano a prendere una decisione


06/03/2010, 10:33
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06/03/2010, 10:54
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06/03/2010, 11:03
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Finalmente trovo qualche minuto per leggere anche questo post che ho trovato interessantissimo per i miei progetti di passaggio ad una barca in fasciame. Io oltre al problema della manutenzione, avrei il problema di proteggere lo scafo dalle teredini, che infestano la laguna di venezia, e non so fino a che punto una manutenzione "tradizionale" possa salvaguardare la barca. Per contro, usando le resine, si rischia di dover fare un disastro per lavori futuri. A sto punto faccio una domanda da profano:
Sarebbe possibile resinare per singole tavole, e lavorare col calafataggio tradizionale sui singoli corsi e comenti? O come immagino, la resina impedirebbe al legno di dilatarsi e chiudere i comenti stessi?
In caso di manutenzione tradizionale esistono dei prodotti (a parte gli ultimi strati di antivegetativa) che salvaguardino il legno dall'aggressione di quelle bestiacce?

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" il mare darà ad ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni" (Cristoforo Colombo)


08/03/2010, 15:59
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